martedì 24 febbraio 2015

Libri in uscita

“Loro tre erano le donne della mia vita, il canto della mia anima. Chi in un modo chi in un altro, avevano tutte perso gli uomini che amavano, tranne me. Io rimasi più a lungo che potei.”
Il romanzo si apre con una voce narrante, quella di Khaled, bambino di dieci anni la cui morte è vicina. Prima di entrare definitivamente nel blu, lo spazio­tempo degli spiriti, racconta la sua storia e quella delle donne della sua famiglia. Una storia che si apre molti anni prima, a Beit Daras, sulla via diretta che dalla Palestina conduce verso il Cairo. Lì vivono Umm Mamdouh con le figlie Nazmiyeh e Mariam e il figlio Mamdouh. La donna è tristemente nota nella zona per non avere un marito e temuta per il suo essere in connessione col mondo degli spiriti. Poi il disastro, è il 1948, l'anno della Nakbah, e la famiglia, cacciata dal paesino dai bombardamenti israeliani, subisce le prime perdite: Mariam è uccisa, Nazmiyeh stuprata e Mamdouh ferito gravemente a una gamba. La madre scatena il djinn contro gli invasori, uccidendone molti prima di soccombere a sua volta. Per i sopravvissuti comincia la dura esistenza di profughi: Mamdouh si trasferisce all'estero in cerca di fortuna e finisce negli Usa con la moglie. Ha un figlio che morirà giovane, dopo aver rinnegato le sue origini arabe, e che gli lascerà un'amatissima nipotina, Nur. Nazmiyeh scopre di essere incinta e sa che il figlio è frutto dello stupro: con il sostegno del marito decide di tenerlo (Mazen diventerà un leader della lotta palestinese, torturato e incarcerato per oltre vent'anni); col tempo arrivano altri nove figli tra cui l'unica femmina Alwan, a sua volta l'erede della speciale capacità di sentire e vedere i djinn della famiglia.

Pagine 336 Euro 16,00

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