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martedì 17 gennaio 2017

Mi hanno regalato un sogno - Bebe Vio

Ho appena finito di leggere questo libro ed ecco che subito ve ne parlo ^_^

Titolo: Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le paralimpiadi
Autore: Bebe Vio
Editore: Rizzoli
Collana: Di tutto di più
Anno edizione: 2015
Pagine: 282 p. , Rilegato
Prezzo: 17.00 €
EAN: 9788817080682

TRAMA
Bebe, appena diciottenne, come tutti i ragazzi della sua età ama divertirsi: andare al centro commerciale o ai concerti con le amiche, mettersi in tiro per uscire la sera... Non ci sarebbe nulla di strano se non stessimo parlando di Beatrice Vio che a undici anni, dopo essere stata colpita da una forma di meningite acuta, ha subito amputazioni a gambe e braccia. Ma per Bebe la malattia non è la fine, anzi rappresenta soltanto una piccola parentesi tra quello che era prima - una bambina con una famiglia fantastica, moltissimi amici e le "tre S" (scuola, scout, scherma) - e quello che è diventata, ovvero un'adolescente felice, con ancora più amici di prima e sempre le "tre S", ma un po' cambiate: oggi frequenta le superiori, ha ormai ricevuto il suo nome-caccia scout (Fenice Radiosa) e ha già vinto diverse medaglie in competizioni paralimpiche di scherma, anche internazionali, di altissimo livello. Eccezionale atleta e insieme ragazza scoppiettante di vita, Bebe si racconta in queste pagine che traboccano di entusiasmo: dalle gare in giro per il mondo alle vacanza all'Elba, dalle figuracce in tv alle gioie delle protesi con tacco, dai faccia a faccia con i suoi miti agli incontri motivazionali che tiene nelle piazze e nelle scuole. E dei suoi sogni. Perché dopo avere fondato con i genitori art4sport (un'associazione onlus che avvicina i ragazzi con disabilità fisiche allo sport), avere fatto la tedofora a Londra 2012 e avere gareggiato con le atlete più forti al mondo...

LA MIA RECENSIONE
Con questa sua autobiografia Bebe ci racconta la sua storia. E comincia proprio dall'inizio, dalla sua vita prima della malattia fino a quando il 20 novembre 2008 la meningite l'ha colpita, a soli 11 anni. Ma nel libro si parla soprattutto del dopo. La malattia anche se le ha purtroppo portato l'amputazione di braccia e gambe, non le ha impedito anche se in modo diverso rispetto a prima, di praticare e seguire la sua passione per la scherma fino a farla diventare una campionessa paraolimpica (tanto ch è l'unica al mondo che "tira" come dice lei, senza l'uso delle braccia ma con protesi creata apposta per la scherma). Dopo questa brutta esperienza con la famiglia ha fondato l'associazione art4sport che aiuta proprio i ragazzi amputati a continuare a praticare sport e a fare gruppo. Scoprire cos'è questa associazione e capire cosa fa da vicino, mi è piaciuto tanto. Le è capitato di sfidare anche campioni italiani come Valentina Vezzali: tra i suoi sogni infatti, uno è quello di unire un giorno le olimpiadi dei normodotati a quelle dei disabili. Come stile si capisce subito che è stato scritto da una ragazzina giovane, ma non per questo è infantile, anzi! Con il suo modo schietto e diretto Bebe raggiunge subito il punto del discorso senza fare tanti giri di parole. Non si ferma a raccontare troppo della sua malattia ma partendo da quella cerca di trovare sempre il modo per aggirare i problemi che le si pongono davanti. E non si ferma davanti a niente e nessuno, sicuramente è una ragazza da prendere d'esempio ed ammirare, leggendo il suo libro ci si rende veramente conto di come la vita debba essere vissuta a pieno giorno per giorno.
8/10

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