martedì 8 dicembre 2020

Io come te - Paola Capriolo

Ieri ho finito questo particolare libro per ragazzi. Ringrazio Dario per il consiglio.

Titolo: Io come te
Autore: Paola Capriolo
Anno: 2018


TRAMA
Trovare un uomo addormentato nel parco, cospargerlo di benzina e dargli fuoco sembra un modo eccitante di concludere la serata a un gruppo di giovani teppisti; ma c'è un altro ragazzo, Luca, che non fa parte del branco e ha assistito con orrore alla scena, senza osare intervenire. Il senso di colpa non gli dà tregua: va a trovare l'uomo in ospedale e scopre che è un cingalese di nome Rajiva, e vende rose agli angoli delle strade; ora che è immobilizzato a letto, in gravi condizioni, la sua famiglia è condannata a patire la fame. Luca prende una decisione coraggiosa: andrà lui a vendere le rose al posto di Rajiva, travestito da immigrato. È l'inizio di una spiazzante avventura che lo costringe ad abbandonare le sue abitudini di ragazzo di buona famiglia per vedere il mondo dall'altra parte, quella degli ultimi, degli esclusi, sperimentando sulla propria pelle umiliazioni, intolleranza e razzismo. A poco a poco, mentre la sua amicizia con Rajiva si approfondisce, Luca impara a sentire quel vincolo di solidarietà e appartenenza reciproca che lega tra loro tutti gli esseri e al quale diamo il nome di "compassione". Età di lettura: da 12 anni.

LA MIA RECENSIONE
Per quanto possa essere semplice la trama di un libro per ragazzi può contenere, come in questo caso, temi importanti che trattano la diversità. Al suo interno ci sono molti insegnamenti e spunti di riflessione e proprio per questo ho deciso di inserirlo nella rubrica "Parliamo di diversità".
Il protagonista è Luca, un ragazzino di buona famiglia, con una simpatia particolare per "la Susy" una sua compagna di classe. Una sera, con alcuni amici, si trova in un parco quando il gruppo non ha niente di meglio da fare che divertirsi a dare fuoco ad un uomo addormentato su una panchina. Luca li per li rimane spiazzato ma si pente subito del gesto dei compagni, incolpandosi del fatto di non aver mosso un dito per impedire quel bruttissimo gesto, assurdo e inutile. No, lui non è così, non ci sta e il giorno seguente, con un grandissimo senso di colpa si reca in ospedale per sapere come sta l'uomo che per colpa loro, e anche sua, è costretto a letto gravemente ustionato. 
Quando si trova davanti Rajiva, così si chiama l'uomo, scopre che è un immigrato cingalese che si guadagna da vivere per strada vendendo le rose. Con il passare dei giorni e con il consenso dell'uomo che si sta lentamente riprendendo, Luca va a spesso a trovarlo ed è molto triste quando viene a sapere che è un clandestino e quindi, una volta dimesso, sarà costretto a lasciare l'Italia. Come farà adesso Rajiva a mandare avanti la sua famiglia senza i pochi soldi della vendita delle rose? Deve fare assolutamente qualcosa per il suo nuovo amico! Senza pensarci troppo va da un fioraio e con una cesta piena di rose torna a casa. Cerca nell'armadio dei vecchi vestiti, la sera si trucca il viso con un colore scuro, e senza farsi notare dai genitori prende il posto di Rajiva sul ciglio di una strada. La sua vita da questo momento cambia radicalmente. Si rende conto di come al suo arrivo le persone lo evitino di proposito, non riconoscendolo. Una sera, nota altri come lui, che cercano di vendere qualcosa. Al suo arrivo sono molto sospettosi e hanno paura di essere denunciati, quindi fuggono via. Luca quindi sperimenta in prima persona, la situazione di tutte quelle persone che, per  fame o povertà, sono costrette a lasciare il proprio paese per guadagnarsi da vivere, anche se clandestini. Con il passare dei giorni oltre agli sguardi e ai commenti sottovoce della gente comune che lo insulta mentre si vuole solamente comprare un panino in un bar, trova anche persone che si riconoscono in lui e gli offrono delle castagne calde senza pretendere nulla in cambio. Alla fine le persone che lo aiutano sono proprio quelle che hanno sperimentato in prima persona la sua situazione e si riconoscono in lui. Da quel momento in Luca scatta qualcosa e si rende conto che non importa se sei un ragazzino benestante o un ragazzino truccato da immigrato che nessuno riconosce, in tutti e due i casi puoi essere aperto nei confronti del prossimo, e fare qualcosa, anche se piccola, basta un minimo di solidarietà. 

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