Titolo: Al di là dei colori
Autrice: Manuela Blasi
Editore: Prospettiva editrice
TRAMA
"Al di là dei colori” è un romanzo autobiografico che racconta il percorso di una madre e della sua famiglia dopo la diagnosi di acromatopsia del piccolo Samuel. Un mondo visto in bianco e nero diventa il “colorato” punto di partenza per una storia piena di amore, resilienza, unicità e consapevolezza. Questo è un libro ad alta leggibilità. Scrivere libri così è un atto di inclusione fondamentale, poiché abbatte le barriere che ostacolano l’accesso alla cultura per lettori ipovedenti, con dislessia o bisogni educativi speciali. L’uso di font specifici (caratterizzati da un disegno chiaro delle lettere per evitare confusioni speculari) e di un’impaginazione ariosa (con paragrafi brevi e spaziature ampie) riduce drasticamente l’affaticamento visivo. In questo modo, il piacere della lettura diventa un diritto accessibile a tutti, trasformando il libro in uno strumento di partecipazione democratica e crescita personale.LA MIA RECENSIONE
Ho appena finito Al di là dei colori di Manuela Blasi e questa volta non potevo rimandare: avevo bisogno di mettere nero su bianco le sensazioni lasciate da questa lettura che aspettavo da tanto.
Seguo da anni su Instagram Il diario di Samuel e, come spesso accade con le storie che ci accompagnano nel tempo, si crea un legame difficile da spiegare. Non è solo il racconto della quotidianità di una mamma e del suo bambino, ma qualcosa di più profondo: uno spazio fatto di verità, consapevolezza e inclusione.
Il libro rispecchia perfettamente tutto questo. La scrittura è fluida, accessibile, mai pesante, e scorre con naturalezza tra ricordi ed emozioni. E' stampato con un font di facile lettura, accessibile a tutti. Manuela racconta la sua storia con sincerità: dalla nascita della figlia Sharon fino all’arrivo di Samuel, passando per il momento della diagnosi della sua acromatopsia e il percorso affrontato negli anni.
Ma ridurlo a una semplice biografia sarebbe limitante. Al di là dei colori è soprattutto un modo per entrare, anche solo per un attimo, in una realtà che spesso si conosce poco. Fa riflettere su quanto sia facile, dall’esterno, non comprendere davvero cosa significhi vivere con una disabilità visiva. Tra le pagine, non c’è mai spazio per la commiserazione. Anzi, emerge con forza la figura di Samuel: un bambino attento, empatico, determinato. Il suo non vedere i colori, l’essere ipovedente e, in alcune condizioni di luce, completamente cieco, non lo definisce. È solo una parte della sua storia, non la sua identità.
Quello che resta è la sua capacità di adattarsi, di trovare soluzioni, di affrontare ogni limite con una naturalezza sorprendente. E, soprattutto, la sua voglia di vivere pienamente, come qualsiasi altro bambino.
È una lettura che lascia qualcosa, senza bisogno di forzature. Ti accompagna e, pagina dopo pagina, cambia leggermente il tuo modo di guardare le cose.
Non voglio aggiungere altro: certe storie è giusto scoprirle da soli. Ma questa, senza dubbio, merita di essere letta.

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