domenica 29 marzo 2015

Recensione: Uno schiaffo e una carezza di Ismaela Evangelista

Un nuovo libro dalla casa editrice Butterfly che ringrazio!

Titolo: Uno schiaffo e una carezza
Autrice: Ismaela Evangelista
Anno: 2014
Pagine: 100
Casa Editrice: Butterfly Edizioni
Prezzo: 9,90 €

Link per l’acquisto: QUI, IBS

TRAMA
Il ricordo più amaro che Edoardo conserva della sua infanzia è la vergogna provata nell’entrare in chiesa, sotto gli occhi di tutto il paese, accompagnato da sua madre e dal fratello Nazario, che, preso da tic e scatti nervosi, attirava su di sé gli sguardi impietositi e talvolta disgustati degli altri. Edo, da bambino, conduceva una doppia vita: quella spensierata con gli amici e quella in famiglia, insieme al fratello malato. Quel fratello non poteva giocare, scherzare, utilizzare bicchieri di vetro o forbici. Quel fratello aveva una vita interrotta, era uno schiaffo in pieno viso per tutta la famiglia mentre lui, Edo, era la carezza e ciò lo caricava di una terribile responsabilità: salvare i suoi genitori dalla sofferenza e, dunque, non concedersi mai il lusso di deludere nessuno all’infuori di se stesso. Con una prosa intensa e commovente, Ismaela Evangelista tratteggia il profilo di una malattia difficile, la sindrome di Tourette, evidenziando con eguale sensibilità il dolore dei familiari ma anche le opportunità che bisogna imparare a sfruttare. Uno schiaffo e una carezza è un romanzo che fa tremare il cuore e che apre gli occhi, con incredibile delicatezza e un’ammirevole lucidità di pensiero. Recensione: Un libro intenso, dolce, delicato ma allo stesso tempo forte che sa esprimere con chiarezza i sentimenti e le emozioni delle persone che vivono, con lo spirito e con il corpo, l’handicap di un famigliare. Difficile non emozionarsi durante la lettura e anche ai più duri scenderà una lacrima. Le parole sono semplici e dirette, non c’è nulla da immaginare, perché quel dolore è reale e lo si può raccontare solo in questo modo diretto, pungente, vivo e forte. Una famiglia trasformata dalla malattia di uno dei figli, dove ormai ogni cosa seppur semplice come l’andare in chiesa diventa complicata, oggetto di derisione o di sguardi di finta compassione. Ma soprattutto sono perfettamente descritti i sentimenti e le emozioni del figlio sano, ovvero colui che la madre definisce la carezza, che si vede messo in secondo piano, di cui i genitori si preoccupano solo dello stato fisico…ma chi si preoccupa del suo stato psicologico?

RECENSIONE e GIUDIZIO
Uno schiaffo e una carezza era il modo in cui la mamma presentava agli altri i suoi due figli Nazario ed Edoardo, protagonisti di questo romanzo che ho avuto modo di leggere grazie alla Butterfly Edizioni. Perché schiaffo e carezza? Perché Nazario è un bambino di dieci anni e da quando ne ha quattro gli è stata diagnosticata la sindrome di Tourette, non riesce quindi mai a stare fermo, ha tic nervosi e incontrollati mentre suo fratello Edo di tredici anni è visto dai genitori come il figlio sano che deve dar loro soddisfazioni, dal quale si aspettano sempre una metaforica “carezza” perché non deve mai deludere nessuno e compensare tutto quello che il fratello disabile non potrà mai fare, una grande responsabilità per un ragazzo così giovane costretto a vivere diviso in due: da una parte deve relazionarsi con i genitori che si aspettano sempre tanto da lui e da una parte deve vivere la sua vita andando a scuola, tenendo d’occhio il fratello subendo le discriminazioni e le prese in giro che quest’ultimo è costretto a sopportare. Il libro è scritto interamente dal punto di vista di Edo e con parole semplici e chiare narra la vicenda di una famiglia costretta a scontrarsi con la disabilità, le difficoltà che incontrano nel relazionarsi con la gente sempre pronta a osservare e giudicare, ma soprattutto viene dato particolare risalto al punto di vista emotivo del fratello sano.

10/10

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